Writing

Racconti

Trielina

Categories: raccontiAuthor:

Io e lei. Io, lei e questa stanza appena rischiarata dai neon dove la luce del giorno non entra mai. Io, lei e queste pareti chiare che hanno visto e sentito troppo e per troppo tempo. Io e lei. All’inizio, quando ho cominciato, ho pensato che in fondo fosse proprio questa la mia dimensione. Quella più giusta. Quella più adatta. Non ero bella, non ero intelligente, non ero brillante, non ero figa. Ero Wanda. Wanda e basta. Wanda la grassa. Wanda l’ottusa. Wanda a cui non vale la pena sollevare la gonna. Wanda che chi sa se lo trova uno col coraggio di chiavaserla. Wanda la buona a nulla. Read more →

Il destino di Bart

Categories: raccontiTags: Author:

Mi chiamo Bart e oggi, per la prima volta nella mia vita, dovrò decidere della mia vita. Non che della vita non sappia nulla, ne so anche troppo in verità, ma della mia non mi sono più curato da tempo, immerso, come sono stato a lungo, nelle piccole o grandi vicende che hanno eletto questa stanza poco illuminata e ingombra di ingranaggi a palcoscenico dell’esistenza. Pareti glabre chiazzate d’umido, uno scaffale addossato, un lungo tavolo di legno librato sul pavimento sconnesso, l’odore pungente del muschio, un riquadro di luce polverosa che arriva a stento dal piano stradale, piedi veloci sospinti da misteriose urgenze: è ben misera cosa a prima vista questo posto, ne convengo, ma chi ha visto scivolare via senza accorgersene le proprie speranze come sabbia fra le dita non tiene molto alla forma, non ha bisogno di uno spazio sontuoso: arriva con gli occhi sgranati delle battaglie perdute e un orologio fra le mani tremanti. Read more →

Plata rei

Categories: raccontiTags: Author:

La vedi papà? Riesci a vederla? Eppure è rossa, inquadra tutto il palco, un rosso sangue che ti sarebbe piaciuto molto. Ecco, te la indico. Vedi? Faccio proprio come facesti tu, tanto tempo fa, puntando il dito verso la baia, contro quella città strana di cui non riuscivo nemmeno a pronunciare il nome. No, non credo che tu da lì riesca a vederla, così come io allora non vedevo Buenos Aires. E non vedi nemmeno la sala, le tende di velluto spesso, i legni scuri, il metallo brunito dei tavolini. Di tutto questo, babbo, tu non hai fatto parte. Non hai visto nulla e io non ti rintraccio in nulla. Read more →

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