La Fiera di Roma Magazine – feb/mar 2012

Barcellona. L’arte, la notte, il porto e pan con tomate

Barcellona è una città singolare e lo è tanto quanto possono esserlo, in modi simili ma diversi, Genova, Marsiglia, Napoli o Tangeri. Per capirne il motivo bisogna arrivare al mare; più precisamente nella zona del porto: è qui che città così rivelano il loro vero volto, sfaccettato, multiforme, eternamente cangiante. Si dice di loro che, per quanto abbiano avuto sempre padroni diversi, nessuno sia mai riuscito a possederle veramente. Napoli è stata greca, romana, angioina e aragonese, ma se chiedete a un napoletano vi risponderà che Napoli è sempre stata di se stessa: una donna che solo apparentemente vi illudete di aver conquistato. Napoli è solo dei suoi napoletani, così come Marsiglia o Genova appartiene ai marsigliesi o ai genovesi. La cosa è tanto vera che se si esamina il linguaggio, cioè quello straordinario contenitore stratificato di vicende umane che custodisce la memoria di un popolo, ci si accorge che ognuna di queste città ha una lingua tutta sua, frutto dei mille amanti diversi che ha avuto e che, in qualche caso, le hanno anche usato violenza. In quelle lingue non c’è solo il loro passato, c’è anche il loro futuro. E visto che l’espressione è in connessione diretta con la ricchezza e la varietà del lessico a cui si attinge, non fa meraviglia che queste sono anche città dove l’arte si respira in ogni angolo. È quasi una necessità. Barcellona, dunque. A Barceloneta non si trovano solo le animatissime spiagge del litorale cittadino, c’è soprattutto il porto. Certo, molto del suo fascino torbido è stato distrutto dalle ruspe delle Olimpiadi del 1992, ma se si ha l’accortezza di prendere come guida uno dei tanti romanzi di Vázquez Montalbán, si può usare l’immaginazione. Il distretto, tanto per orientarsi, è quello di Montjuic, ma è impossibile sbagliarsi perchè è qui, ai piedi del monumento a Colombo (guarda, guarda: un genovese), che muore la Rambla, o forse nasce: dipende dai punti di vista. Gaudì e la sua Sagrada Familia merita di essere vista: è il primo approccio con l’incompletezza creativa che fa dello straordinario una ragione di vita. Appena oltre il porto, sulla destra, c’è il Barrio Gotico, la zona antica dell’insediamento romano. Qui è necessario perdersi, non c’è altro modo. Bisogna farsi guidare dall’istinto, fantasticare sulle minuzie e diventare mercuriali fra librerie, antiquari, locali e ristorantini. Poco più in alto c’è la Cattedrale: va vista, certo, ma siamo a Barcellona per altro. Non è blasfemo passeggiare nel quartiere di Picasso, dalle parti di Calle Escudellers Blancs, con le dita unte di “pan e tomate” – lui in fondo dipingeva in mutande e canottiera – ma prima è indispensabile passare alla Boqueria, il mercato delle Ramblas. È un’orgia di colori, di suoni e di odori: se si salta la Boqueria non si capirà nulla di Mirò. Prima di arrivare a Placa de Catalunya, sulla sinistra, sempre salendo, c’è il Barrio Chino, una volta il quartiere più malfamato di Barcellona. Le ruspe del ’92 sono arrivate anche qui, ma il brivido delle avventure noir dell’investigatore Pepe Carvalho potete ancora provarlo sulla pelle. Il solo modo per rendere omaggio a una città come Barcellona è chiudere con una bugia: “Me gustaría aprender a vivir desnudo de mis memorias, de todas mis memorias, desde las más antiguas a las más inmediatas.” Manuel Vázquez Montalbán, Il labirinto greco.

Cosmobelleza
È l’appuntamento fieristico più innovativo del Sud d’Europa dedicato all’estetica, alla cosmetica e al fitness. Non solo prodotti, quindi, ma anche un’importante sezione rivolta al benessere, alle SPA e ai trattamenti di bellezza con espositori da tutto il mondo, convegni, dimostrazioni e la presentazione delle nuove tendenze. Fira Barcelona, Montjuic, Barcellona dall’11 al 13 febbraio 2012

 

Expoedilizia 2012. Quant’è verde la mia casa

Il 1977 rappresenta, per l’edilizia italiana, una data spartiacque. Prima di quell’anno non vi erano restrizioni o normative che regolassero l’impiego e la funzione di determinati materiali o l’adozione di tecniche costruttive volti a limitare il consumo e il dispendio energetico. Dopo sì, almeno a livello teorico. Oggi però la situazione è completamente cambiata. Il problema ha assunto dimensioni molto più ampie, fino a coinvolgere le strategie economiche dei Paesi a più alto tasso di industrializzazione: il tema dell’ecosostenibilità non è più solo una questione locale o confinata ad ambiti filosofici personali, è diventata piuttosto una necessità globale. In Italia, con una maggiore concentrazione nel Centro-Sud, anche ammettendo che tutti gli immobili costruiti dopo il varo della legge 373/76 siano a norma, sono quasi due terzi le abitazioni che per anzianità ne risultano fuori. È evidente, allora, che con una bolletta energetica sempre più cara l’idea di investire nella ristrutturazione in un’ottica di ecosostenibilità, più che un vezzo “modernista” è diventata un vero e proprio obbligo e, per un comparto come quello edilizio sofferente da anni a causa della crisi, una concreta boccata di ossigeno. La prossima edizione di Expoedilizia, la Fiera professionale per l’edilizia e l’architettura organizzata da ROS, società partecipata da Fiera Roma e Senaf, che si terrà nei padiglioni del nuovo polo fieristico della capitale dal 22 al 25 marzo 2012, si colloca in questo scenario e la scelta del taglio da dargli è stata quest’anno quanto mai opportuna. Al centro della proposta 2012 di Expoedilizia, infatti, ci sono i temi della riqualificazione energetica degli edifici, dell’isolamento termico e acustico, del verde tecnologico e delle energie alternative, gli stessi cioè che secondo l’osservatorio ANCE saranno i protagonisti di un nuovo e importante impulso per tutto il comparto. Anche la scelta di anticipare la data dell’evento in primavera va in questa direzione. “Expoedilizia è la prima importante manifestazione del 2012 – afferma Antonio Bruzzone, Amministratore Delegato di ROS – e oltre 150 aziende del settore hanno voluto garantirsi un posto confermando, un anno prima, la loro presenza. Ci aspettiamo realisticamente un’edizione dai grandi numeri”. Lo spazio espositivo interno offrirà una panoramica completa dell’intera filiera delle costruzioni con 9 aree tematiche (Elementi Strutturali, Serramenti e Chiusure, Pavimenti e Rivestimenti, Attrezzature e Macchine, Decori e Colori, Impianti ed Energie Rinnovabili, Arredo Urbano, Informatica e Servizi, Sicurezza); all’esterno verrà allestita un’area dimostrativa di 30.000 mq dedicata alle macchine movimento terra e ai veicoli cava-cantiere con zone per le dimostrazioni e la prova dei mezzi. Le novità, quest’anno, in linea col tema della manifestazione, riguardano 5 iniziative speciali che, in collaborazione con prestigiosi Istituti di Ricerca, Istituzioni e Associazioni di settore, intendono offrire con incontri, tavole rotonde e workshop, il panorama più completo e approfondito possibile sulle nuove tendenze.

I temi di Expoedilizia 2012
• INTERNAZIONALIZZAZIONE – MERCATI ESTERI
In collaborazione con la Regione Lazio e Assocamerestero, Expoedilizia realizzerà un programma di incoming di buyer del settore edile provenienti da diversi Paesi del Mediterraneo.
• OFFICINA SERRAMENTO
Uno spazio dedicato ai produttori di macchine per la lavorazione di alluminio e pvc, sistemi, componenti e software per i serramenti, per presentare le innovazioni del comparto con dimostrazioni pratiche e momenti formativi.
• FOCUS FOTOVOLTAICO
Le opportunità offerte dalle fonti energetiche rinnovabili come nuova chiave per il rilancio del settore delle costruzioni.
• FOCUS ISOLAMENTO TERMOACUSTICO
Un focus dedicato alla diffusione e allo sviluppo dell’isolamento termico ed acustico nel settore delle costruzioni per la salvaguardia ambientale e il contenimento della spesa energetica.
• FOCUS RIFIUTI INERTI da COSTRUZIONE e DEMOLIZIONE
Il focus curato dall’Associazione Europea degli Studi Ambientali, punta a coinvolgere professionisti, pubblica amministrazione, imprese e istituti di ricerca sul tema dell’uso di aggregati riciclati e sulle moderne tecnologie per il recupero degli inerti.
• WORKING WITH NATURE – 3a edizione
Smart City – Smarter building saranno gli argomenti centrali delle 3 giornate di incontri. Un comitato scientifico costituito da ingegneri, architetti e paesaggisti animerà seminari e workshop professionali per conoscere le tendenze e le soluzioni più innovative studiate per una nuova concezione dello spazio urbano.
• CONCORSO ARCHITETTURA SOSTENIBILE – 3a edizione
Istituito in onore di Raffaella Alibrandi, che ha ricoperto la carica di Amministratore Delegato di Fiera di Roma e che si è sempre distinta nella valorizzazione delle donne nel mondo del lavoro e dell’imprenditoria, il concorso si rivolge a giovani laureate chiamate a confrontarsi sul tema della sostenibilità ambientale. Due i temi in gara: recupero del patrimonio edilizio e nuove costruzioni a destinazione pubblica.
• CONCORSO DESIGN
I designer italiani si sfideranno per presentare nuove idee per rinnovare la gamma dei prodotti delle aziende che operano nel settore dei serramenti, pavimenti e rivestimenti. Il concorso è curato e coordinato dall’Istituto Italiano Design di Perugia.
• CONCORSO di IDEE per ARCHITETTI e INGEGNERI
Il concorso ha come oggetto la riqualificazione del convento dei francescani di Miglionico – Matera. Gli architetti e gli ingegneri in gara dovranno elaborare un progetto che risponda a criteri di sostenibilità edilizia, salvaguardia ambientale e rispetto del territorio, nonché di fattibilità, innovazione tecnologica e compatibilità economica.

 

Istanbul. La città che vive su un limite

Che relazione esiste, se esiste, fra l’acqua che bolle in una pentola, i film western, la topologia generale e la Torre di Galata? Vediamo. Nella pentola una certa quantità di calore da questa passa all’acqua che, come è noto altrimenti un caposaldo della dieta mediterranea andrebbe a farsi benedire, raggiunge una certa temperatura e inizia a bollire. Facendo un notevole sforzo, soprattutto se è ora di pranzo, dimentichiamo spaghetti e rigatoni e chiediamoci cosa succede. Succede che l’acqua dallo stato liquido passa a quello gassoso, si trasforma cioè in vapore acqueo. Ma quando succede? Ci deve essere un momento in cui il liquido cessa di essere tale e diventa un’altra cosa. Cosa accade in quel preciso istante? L’acqua ce l’ha una memoria? Prima di trasformarsi definitivamente, è ancora per un brevissimo irripetibile frangente un po’ di qua e un po’ di là? Quella soglia si chiama confine, frontiera. Lo stesso elemento che ha costituito un’ossessione per gli americani e di cui, probabilmente, i nativi avrebbero volentieri fatto a meno. Sta di fatto, però, che il concetto di frontiera è enormemente più interessante degli spazi che delimita, come sanno bene i matematici che ne studiano caratteristiche e proprietà – condizioni al contorno, le chiamano. Va bene, ma la Torre di Galata? Galata è un quartiere di Istanbul e una volta si chiamava Pera. È dall’altra parte del Bosforo, l’hanno tirato su i Genovesi e controllava l’accesso dal Mar di Marmara. Di lì si apre l’immensa distesa del Mar Nero – il colore non c’entra nulla, il termine in turco significa solo nord – oltre il quale c’è l’Oriente con tutti i suoi tesori: sete, spezie, pietre preziose, grano. È una via obbligata, stretta: al di qua è Occidente, al di là un altro mondo. Controllare quella cerniera, quel confine fra due realtà, rappresentava la differenza fra l’opulenza e la mediocrità. E gli uomini, per quel confine, per avere il controllo dei traffici commerciali che vi transitavano, ne hanno fatte di cotte e di crude. Da sempre. Ilio, la Troia di Priamo e Ettore, era una spina nel fianco dei Micenei ed è stata data alle fiamme per questo. I Greci, più furbi, fondano Bisanzio un po’ più indietro. Costantino ne fa, col pragmatismo che contraddistingue Roma, la capitale dell’Impero d’Oriente cambiandogli nome. Maometto II la conquista all’alba di un giorno di maggio del 1453 e un intero corpo di spedizione australiano si immola inutilmente per provarci di nuovo durante la Grande Guerra. Lei, la Torre di Galata, è ancora là, e là sono ancora le vie strette dei “carrugi” che portano al mare, e i mercati, le botteghe, i venditori ambulanti. Istanbul, insomma, vista con gli occhi di chi si concentra sulla sua vocazione mercantile, su quel luogo di frontiera, di incontro e di scambio che è un mercato, rivela un’anima sorprendente anche se ormai, dopo Suez, il suo ruolo non è più lo stesso. Certo, sul Corno d’Oro ci sono le moschee, i resti dell’ippodromo di Costantino e delle mura di Teodosio, la Porta di San Romano, il brusio costante di Fatih, le magie sotterranee della cisterna Yerebatan Saray, ma qui, a Galata, c’è la risposta del perché esiste quella magnificenza: senza lo stretto e il suo controllo non ci sarebbe stata nessuna Hagia Sophia, nessun Topkapi. E Beyoglu, il quartiere di Galata, con piazza Taksim e l’intrico delle sue stradine è, di fatto, il luogo più animato e frizzante di Istanbul. Se allora si vuole un po’ di autenticità, dopo una doverosa visita alla parte antica della città, bisogna attraversare il ponte sul Bosforo e raggiungere la via di Nevizade. Qui non c’è angolo dove non sia possibile trovare una meyhane, la caratteristica taverna turca con gli imperdibili meze (gli antipasti) e il raki, il liquore d’anice da allungare con acqua. E mentre aspettate che la polvere di caffè si depositi sul fondo c’è ancora qualcosa da fare per scoprire cosa davvero si nasconde dietro un limite: catturare il Raggio Verde, quell’ultimo raggio al tramonto che, si dice, è possibile vedere solo un attimo prima che il sole si immerga interamente nel mare e che il giorno si consegni nelle braccia misteriose della notte.

Istanbul Fashion Fair
Istanbul Fashion Fair, che si svolge al CNR Expo, una delle più grandi e moderne strutture fieristiche della regione, è la fiera internazionale del settore tessile e dell’industria dell’abbigliamento che propone le ultime novità del mercato. Gli articoli maggiormente rappresentati riguardano il casual, sia per adulti che per bambini: jeans, tessuti, accessori come scarpe e borse, abbigliamento tecnico. Gli espositori provengono da diversi Paesi europei (Germania, Grecia, Spagna, Italia, Belgio, Francia, Polonia) e in ogni edizione la zona riservata al design ha sempre riscosso un grande interesse. CNR EXPO INSTANBUL – Istanbul, Turchia dal 3 al 6 marzo 2012